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50° di Sacerdozio di don Giovanni Abis


 
          La chiesa di Santa Barbara è apparsa subito troppo piccola per accogliere i numerosi fedeli accorsi per festeggiare il 50° anniversario di sacerdozio di don Abis arrivato in questa parrocchia nel lontano ottobre del 1986 dopo aver “peregrinato” per varie comunità dopo la celebrazione della prima messa avvenuta a Villasor il 9 luglio del 1967.
     La solenne funzione è stata celebrata alla presenza di autorità civili e militari, dei numerosi sacerdoti, riuniti nell’altare, per vivere e condividere con lo stimato confratello il dono incommensurabile della vita pastorale profuso con dedizione totale e saggezza verso le comunità cui è stato inviato.


     La funzione ha subito raggiunto momenti di alta emotività quando, nell’omelia, don Gigi Melis, ordinato sacerdote nello stesso giorno di don Abis,
ha ricordato le parole dell’arcivescovo mons. Botto, il 29 giugno del 1967: “oggi nel Cielo di Cagliari si sono accese 8 stelle”, ma di queste solo due continuano a brillare.
Ha invitato a lodare Dio per la grandezza e preziosità del sacerdozio e, rivolto al festeggiato, ripercorrendo le tappe del suo lungo apostolato lo ha definito buon agricoltore che ha operato con passione nelle terre cui è stato inviato : vicario a Villamar il primo anno, vicario a San Sperate sino a fine ’70, parroco a Goni sino al settembre del 1975, quasi 11 anni a Dolianova prima del lungo cammino a Sinnai dove tocca la soglia dei quasi 31 anni. La tua persona, ha continuato don Melis, ci fa dire che il sacerdote è un uomo di Dio che per 50 anni ha perdonato i peccati e, ricordando una frase di Madre Teresa di Calcutta:” i sacerdoti sono i più grandi benefattori del mondo” e ancora Gesù “io sono con voi sino alla fine dei giorni” significando che un gregge senza pastore si disperde. Infine, in un clima di alta emozione, ha ricordato una frase di Papa Paolo II che ha colto nel segno e invitato tutti i presenti alla riflessione:” Gesù Cristo è lo stesso di ieri , di oggi e di sempre”, quindi non esistono sacerdoti fuori tempo, arretrati, col sacerdozio si è nell’eterna giovinezza spirituale. Avanti con coraggio!

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  La celebrazione è continuata con semplicità e, nel momento dei saluti e ringraziamenti finali, padre Francesco, fratello di don Abis, ha ricordato, con voce velata da emozione, le origini della sua umile famiglia, con un padre andato via presto e con una madre che si è caricata addosso una famiglia con grandi sacrifici; ha concluso dicendo che in quel momento li sentiva realmente presenti.

Intenso, passionale ed, a tratti commovente, è stato l’intervento del Sindaco Matteo Aledda che ha ringraziato don Abis
per l’opportunità di aver vissuto intensamente nella parrocchia di Santa Barbara il formarsi della sua famiglia al cospetto di un uomo e curatore che ha trasmesso alla comunità indelebili tracce e sentimenti nella quotidianità del suo attento fare, del suo condividere gioie e toccanti momenti di prova della Divina Provvidenza.

Anche un semplice fedele, a nome dell’intera comunità ,ha ringraziato don Abis
per la sua indefessa attività, per il suo impegno coniugato con lo spirito di servizio che ha contraddistinto la sua vita pastorale, per la sua personalità schietta e diretta ma impreziosita in modo essenziale sul concetto di semplicità, umiltà e, nel contempo, caratterizzata da un vulcano di idee, progetti, non sempre andati del tutto a buon fine, ma perseguiti con anima e corpo nell’esclusivo interesse della comunità.

     L’ultima parola è toccata a lui, a don Abis, il festeggiato,


che, particolarmente commosso come non lo è stato mai, ha ringraziato tutti “confessando”di essere un uomo semplice, un peccatore che, però, crede fermamente in una Chiesa Santa, anche se oggi è attaccata su tutti i fronti ma espressione di Cristo, anzi Sacramento di Cristo, comprensiva di Maria e dei Santi. Ma i pensieri più sentiti sono stati quelli rivolti al Signore per il gran dono concesso, perchè si e’ servito di lui per attuare i suoi progetti e con gioia gli ha permesso di dare la sua vita agli altri e, aggiungiamo noi, alle persone fragili, a chi ha avuto bisogno della sua consolazione.
     Prima della benedizione ha voluto esprimere un desiderio forte: "voglio camminare con voi anche nella vecchiaia sino a quando Lui vorrà”.
    Dopo la funzione la comunità si è trattenuta in piazza Chiesa per un momento di ritrovo festoso alla presenza di don Abis sommerso dall’affetto di tutti. (Franco Olla)


      L'invito di don Abis alla comunità                  L'Omelia di don Gigi Melis                  Il Supplemento del foglietto parrocchiale

le foto delle celebrazioni
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