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Pasqua 2004


    Nanyuki, Aprile 2004

    Carissimi amici e amiche,

la Pasqua è vicina e per me è ancora un'altra occasione per rendermi più vicino con l'amicizia, il ricordo e la preghiera.

    Non smetteremo mai di restare a bocca aperta davanti al Risorto. Non solo e non tanto per un prodigio che tutt'oggi nessun scienziato ne prestigiatore  è mai riuscito a spiegare, quanto per le dirompenti conseguenze che la Risurrezione ha per la nostra vita. Lo spiega meravigliosamente San Paolo quando si chiede: "se Gesù è risorto chi sarà contro di noi e se Lui è con noi chi  ci farà del male?" La Pasqua è molto di più che una festa religiosa: è la certezza che la morte non è un punto ma una virgola, è la consapevolezza che non c'è masso che possa schiacciarmi né sepolcro che possa tenermi imprigionato. Per dirla con un bellissimo adagio indiano: niente ti rende più forte del sapere che dietro 1000 nuvole c’è sempre un sole. Non trovo un caso che questa straordinaria festa cristiana cada proprio in primavera... E' come se anche la natura prendesse parte all'evento. L'inverno non può durare per sempre!

Don Carlo e don Franco Crabu  durante la Veglia pasquale del 2003.
     Qui in Africa la Pasqua è molto sentita, certamente molto più del Natale. I poveri hanno un feeling tutto particolare col Gesù tradito, abbandonato, ingiustamente condannato, martoriato e ucciso. Dovreste essere qui il giorno delle Palme e il Venerdì Santo: da pelle d'oca. E poi arriva la Pasqua: qui sembra quasi che venga annunciata la pasqua di ciascuno di noi. E' come se fosse dichiarata la fine di guerre, malattie, scontri tribali, ingiustizie, vio